“Yokai. Mostri, Spiriti e altre inquietudini delle Stampe Giapponesi”, al Museo Innocenti le creature nate dalla ricchissima spiritualità del Giappone che vede il soprannaturale in qualunque oggetto

by Valeria Nanni

La crociata contro l’uggia delle mostre d’arte è appena iniziata a Firenze, con l’apertura della nuova esposizione al Museo Innocenti “Yokai. Mostri, Spiriti e altre inquietudini delle Stampe Giapponesi” pronta dal 13 giugno al 3 novembre. La mostra propone un viaggio straordinario tra le creature che popolano l’antico folklore giapponese, personificazioni delle paure umane e conseguenti lotte per affrontarle. Così si parte con xilografie policrome, libri rari, maschere e armi prestate dal celebre Museo Stibbert di Firenze, per poi canalizzarsi in tempi moderni con i Pokemon e Dragonball, senza saltare la spaventosa sala delle cento candele dove rivivere il terribile rito samurai per trovare il coraggio.

A proporre la mostra è Vertigo Syndrome, l’organizzazione creata da Filippo Giunti pubblicitario e Chiara Spinnato studiosa d’arte. Insieme ci raccontano perché la loro mostra vuole essere diversa dalle altre. “Siamo partiti da un problema – dice Filippo Giunti – le mostre d’arte sono noiose per un pubblico non appassionato d’arte. Perciò noi vogliamo invitare i visitatori ad agire, non solo osservare. Abbiamo seminato degli inciampi sul percorso espositivo, che portano il visitatore a fare qualcosa. Scopo è incoraggiare la curiosità, con il divertimento. La maggior parte delle mostre itineranti sono uguali a se stesse, invece noi valorizziamo il luogo di esposizione. Perciò questa mostra è stata diversa a Monza e Bologna e qui a Firenze è ripensata partendo da 0”.

Da una sala a un’altra si accede superando tendaggi semitrasparenti, dove sono riprodotte a stampa motivi o particolari delle immagini delle opere esposte. Inoltre chi si aspetta di essere guidato dai classici pannelli didattici sarà stupito dal fatto che le informazioni sono state pensate e stampate su tessuti, in accordanza con il clima nipponico che ha fatto della pittura su tessuto verticale il suo fiore all’occhiello. Metodologie espositive non possono essere classiche, dato lo scopo degli organizzatori: coinvolgere tutti i visitatori. “Questa è una mostra che presenta stampe antiche, racconta tematiche care a un pubblico di adulti, bambini e giovani – spiega Chiara Spinnato – abbiamo fatto una scelta precisa, quella di non inserire troppe informazioni nei pannelli. A tutti i bambini visitatori sarà consegnata una caccia a tesoro che termina con un premio. Un calendario articolato seguirà la mostra con eventi ogni settimana tutti diversi, conferenze frontali, giochi di ruolo, a cui il visitatore con biglietto potrà partecipare senza costi aggiuntivi”.

I curatori della mostra sono due personalità di spicco nella cultura nipponica, che si sono messi in gioco nel cercare di tramettere le loro conoscenze a un potenziale di visitatori variegato, non sempre esperto. Sono Paola Scrolavezza direttrice del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne all’Università di Bologna e Eddy Wertheim, direttore della Japanese Gallery Kensington di Londra. “Sono stata chiamata a parlare e raccontare diversamente la cultura giapponese, dalle aule alle mostre d’arte – confessa Paola Scrolavezza – proponiamo perciò un percorso estremamente affascinate all’interno della cultura giapponese del grottesco. La mostra propone sempre nuove prospettive, nuovi sguardi e nuove tappe”.

Yokai è una parola, un titolo, una filosofia dinamica, per tutti gli appassionati di Anime, Manga e persino video games. Yokai è un concetto che va spiegato per chi lo legge per la prima volta. Sono mostri, demoni, mutaforma, ma non solo. Essi tramettono una cultura quella nipponica, aprono porte colorate che fanno entrare nel Giappone. Sono stampe, racconti, leggende. “Queste figure fantastiche tramettono vitalità e sono importanti nel mondo dell’arte – continua la professoressa Scrolavezza – Sono creature nate dalla ricchissima spiritualità giapponese che vede il soprannaturale in qualunque oggetto, e si presta all’invenzione di queste creature”.

Yokai nascono in epoca antica, ciascuno con una leggenda. Entrano nel mondo reale personificati dai samurai che sembra proprio si siano trasformati in essi. I samurai non si accontentarono più di essere guerrieri coraggiosi, si trasformano in mostri pronti a salvare la vita. L’esposizione è arricchita da suggestive armature in prestito dal Museo Stibbert, esse aiutano ad addentrarsi nel secolo ‘600 del Giappone, insieme alle maschere da teatro in cui i mostri divennero protagonisti, soprattutto soggetti femminili vendicativi perché traditi. Sono tempi in cui in Giappone il teatro diviene il simbolo della nuova cultura borghese.

“Sono un curatore di seconda generazione della Japanese Gallery di Londra – dice Eddy Wertheim – Voglio rendere l’arte interessante ai bambini. Io sono stato fortunato perché figlio di genitori che hanno saputo essere grandi narratori quando visitavo le mostre, ma quando assistevo a conferenze museali, ecco, era il mio punto debole, un vero tabu per me. Oggi credo che la maggior parte dei curatori di mostre si rivolgono ad un pubblico di esperti. La vera sfida è attrarre i giovani con l’arte. Qui i bambini si divertiranno, ma anche gli adulti con storie e leggende strepitose che chiamiamo Yokai – essi suggeriscono anche – storie di collaborazione tra uomini e natura, un tema credo di grande aiuto in questi tempi difficili”.

Da filo conduttore saranno paure e sensazioni che questi mostri fanno emergere. Accanto a stampe che ripropongono antiche leggende, il visitatore troverà anche le immagini dei Pokémon e Dragonball. E il contributo di una giovanissima illustratrice, molto popolare sul web, Giulia Rosa, seguita da 600.000 followers su Instagram. “Mi sono incentrata sulle dinamiche relazionali umane, della psicologia e dello spettro di emozioni che ci animano. Il mezzo è il corpo, desiderato o travolto e frantumato dalle emozioni. L’amore, tema universale, apre a tutte le emozioni da affrontare, anche meno belle come la tristezza, la rabbia, la violenza. Ho illustrato 7 opere per 7 leggende giapponesi in formato 100×140 in digitale, e l’amore l’ho ritrovato ovunque. Spesso è la sua mancanza che crea il seme del male, e mostri terribili alla ricerca spasmodica e disperata di esso. Questo ci trasporta da un tempo passato a un tempo estremamente attuale”.

I mostri giapponesi sono sensazioni, inquietudini e paure, che tutti sperimentiamo e che la mostra Yokai trova il coraggio di esporre per andare oltre lo spavento.

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