La storia di Madame Tussaud, da ritrattista di maschere funebri a creatrice dell’ impero delle statue di cera

by Caterina Del Grande

Madame Tussaud ci teneva moltissimo alla sua immagine che curava personalmente e che potrebbe aver abbellito lei stessa con particolari avvincenti per rendere la sua storia ancora più incredibile. Prima di diventare Madame Tussaud – creatrice di un marchio globale e di una delle attrazioni più visitate di Londra con 24 filiali in tutto il mondo- Marie è stata una donna forte e coraggiosa che si muoveva a suo agio tra cadaveri e palazzi di giustizia riconosciuta come la più celebre e talentuosa ritrattista di maschere funebre.

Gran parte di ciò che si sa dei primi anni di vita di Madame Tussaud viene dalle sue memorie, che ha dettato a un amico, Francis Hervé, quando aveva circa 70 anni. L’opera è ricca di dettagli e aneddoti, alcuni dei quali mai verificati. 

Madame Tussaud nacque Marie Grosholtz a Strasburgo, nel 1761, mesi dopo che suo padre fu ucciso nella Guerra dei Sette Anni. La sua prima infanzia l’ha trascorsa nella città svizzera di Berna, dove sua madre ha lavorato come domestica presso il medico e modellatore di cera Dr. Philippe Curtius.

Avendo abbandonato la medicina per dedicarsi a tempo pieno alla sua arte, Curtius si trasferì a Parigi nel 1765 e due anni dopo, la piccola Marie e sua madre lo raggiunsero. In assenza di un padre, Curtius faceva da tutore alla bambina, e lei lo considerava come uno zio. Le statue di cera di Curtius avevano un notevole seguito e la sua prima mostra nel 1770 ebbe un tale successo che fu riproposta nel palazzo reale nel 1776.

Curtius insegnò a Marie come realizzare sculture in cera. Aveva 15 o 16 anni quando creò la sua prima figura, a somiglianza del filosofo Voltaire. Lo seguì con le cere di altri personaggi famosi, come il filosofo romantico Jean-Jacques Rousseau, che avrebbe ispirato i leader della Rivoluzione francese, e il patriota americano Benjamin Franklin. In seguito scrisse nelle sue memorie di come entrambi fossero ospiti regolari a casa di Curtius a Parigi.

Nel 1782 Curtius inaugurò una seconda mostra di busti di celebrità sul Boulevard du Temple. Comprendeva una Caverne des Grands Voleurs (Caverna dei Grandi Ladri), con sculture di criminali, di cui alcuni cadaveri furono consegnati a Curtius dopo l’esecuzione in modo che potesse catturarne le sembianze. Una studentessa attenta, Marie avrebbe poi utilizzato questa idea per la sua celebre Camera degli orrori.

Nelle sue memorie Madame Tussaud raccontò come, intorno al 1780, divenne una delle preferite a Versailles e insegnò a modellare a Madame Elizabeth, la sorella del re. 

Quando scoppiò la rivoluzione nel 1789, Marie e il suo mentore, entrambi accusati di avere simpatie monarchiche, si trovarono in pericolo. Curtius, da buon uomo d’affari, sapeva che il modo migliore per sopravvivere era adattare la sua collezione di cere ai tempi che stavano cambiando. I leader rivoluzionari e quelli mandati alla ghigliottina divennero le nuove star della sua galleria.

Marie ha ricordato come durante il regno del terrore che durò dall’autunno del 1793 all’estate del 1794, fu arrestata, insieme a Joséphine de Beauharnais, futura moglie di Napoleone. Le fu rasata persino la testa in preparazione dell’esecuzione. In cambio della clemenza, si dice che sia lei che Curtius abbiano intrapreso un compito raccapricciante: scolpire le maschere mortuarie dei giustiziati.

Marie si recava nelle prigioni o nei palazzi di giustizia, in attesa di conoscere i nomi dei detenuti condannati alla ghigliottina e,  una volta ottenuto il lavoro, si sedeva “sui gradini del patibolo con le teste insanguinate sulle ginocchia, osservandone le fisionomie, ansiosa di imprimere le effigie dei volti nella cera”, come ricorderà lei stessa nelle sue “Memorie”.

Quando Charlotte Corday uccise il radicale Jean-Paul Marat nella sua vasca da bagno, Marie giunse così velocemente nell’abitazione della vittima, che cominciò a lavorare alla maschera mortuaria di Marat prima ancora che la sua assassina fosse assicurata alla giustizia. Marie realizzò anche la maschera mortuaria del volto di Charlotte Corday.

Ci sono, infatti, poche prove al di fuori del racconto di Tussaud che abbia scolpito direttamente le maschere del re appena ghigliottinato o del leader rivoluzionario assassinato Jean-Paul Marat, sebbene i modelli di queste figure siano entrati nella collezione di Curtius. 

Due giorni prima della Presa della Bastiglia, il 12 luglio del 1789, le teste in cera di Jacques Necker e di Luigi Filippo II di Borbone-Orléans, realizzate da Curtius, furono esibite dai rivoluzionari in giro per Parigi, come macabro di ammonimento.

Come scrisse con meraviglia il poeta inglese Hilaire Belloc: “La mano che ha modellato Marat era una mano dell’età di Marat. Ha toccato la carne del morto”.

Philippe Curtius morì nel settembre 1794 e lasciò a Marie i suoi musei delle cere. Un anno dopo Marie sposò François Tussaud, un ingegnere, e in seguito ebbe due figli, Joseph nel 1798 e François nel 1800.

Il marito era un alcolizzato e l’attività delle cere di Tussaud fu quasi rovinata dalle devastazioni della rivoluzione. 

L’impero di Madame Tussauds avrebbe potuto non avere mai inizio se lei non avesse conosciuto l’illusionista tedesco Paul Philidor. Pioniere nell’uso della lanterna magica,  Philidor era un maestro della fantasmagoria. 

Philidor suggerì a Tussaud di combinare le proiezioni con le sue figure di cera per creare uno spettacolo congiunto per il Lyceum Theatre di Londra. Accettò e nel 1802 si recò in Inghilterra, per tentare la fortuna.

Marie rimase delusa dallo spettacolo, lamentandosi del fatto che Philidor non fosse riuscito a promuovere le sue figure sorprendenti e realistiche. 

Caricando le sue preziose statue di cera nei vagoni ferroviari, Madame Tussaud partì per una mostra itinerante intorno alle isole britanniche che sarebbe durata, a fasi alterne, per un periodo di quasi 30 anni. 

Libera da Philidor e facendo affidamento sul proprio istinto imprenditoriale, Tussaud conobbe subito la fama. 

Gli inglesi erano affascinati dalla rivoluzione francese e le creazioni di Tussaud – Marat pugnalato nel bagno, il condannato re Luigi e persino un modello di ghigliottina – portarono il suo pubblico faccia a faccia con il terrore e con l’equivalente ottocentesco della realtà virtuale.

In ogni città Madame Tussaud trovò sontuosi saloni dove venivano esposte le sue cere.  I tour erano molto popolari e redditizi. Sebbene Tussaud si fosse separata da suo marito, inviava comunque denaro a lui e al loro figlio minore François a Parigi.

Suo marito stava sperperando tutti i soldi che lei inviava e la donna decise di prendere con sé il figlio François divenuto nel frattempo un abile falegname. Da questo momento, la mostra fu ribattezzata e divenne nota come Madame Tussaud and Sons.

Tra i personaggi che furono immortalati nella cera figurò una lunga serie di famosi assassini. Marie comprese e intercettò l’interesse del pubblico verso la cronaca nera inserendo le sue statue in vere e proprie scenografie delle scene dei delitti estremamente realistiche anche perché spesso  erano gli stessi criminali condannati a donare i loro vestiti a Madame, ai fini di una veritiera ricostruzione postuma.

Nel 1835 Marie e i suoi figli diedero alla collezione una casa a Londra in Baker Street.   Il Duca di Wellington fu uno dei più assidui visitatori della galleria, il che aiutò a decretarne il successo.

La popolarità del museo ricevette una spinta in più nel 1837, quando la giovane regina Vittoria le permise di modellarla. La statua di cera risultante è stata vestita con una replica esatta del suo abbigliamento usato durante l’incoronazione ed è diventata il fulcro della mostra.

Una “Camera Speciale” era inoltre riservata alle brillanti ricreazioni delle scene degli omicidi, scene che risultavano così realistiche che, talvolta, gli stessi criminali condannati alle esecuzioni capitali donavano i loro vestiti a Madame, ai fini di un’accurata ricostruzione postuma.

Madame Tussauds morì nel sonno nell’aprile 1850 all’età di 88 anni. I suoi figli e nipoti continuarono l’attività. Nel 1884 suo nipote Joseph trasferì la mostra in uno spazio più ampio in Marylebone Road. Sebbene un incendio nel 1925 e un bombardamento aereo durante la seconda guerra mondiale abbiano causato gravi danni alla collezione, alcune delle figure originali sono state risparmiate.

Ispirati dal successo della statua della regina Vittoria negli anni ’30 dell’Ottocento, i successori di Marie Tussaud hanno prodotto instancabilmente figure per soddisfare la domanda pubblica di personaggi famosi, di recente hanno modellato l’attore Eddie Redmayne e la sposa del principe Harry, Meghan, duchessa del Sussex.

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