Buona domenica senza Palme

by Mariella Di Monte

Domenica delle Palme particolare – in questo “anno bisesto” che ha già dimostrato di essere oltremodo funesto – celebrata un po’ ovunque agli arresti domiciliari, senza la possibilità di abbracciare nessuno, né scambiare un segno di pace. Neppure un ramoscello di ulivo benedetto ad illuderci di portare in casa la protezione divina, come già facevano gli Ebrei, ricordando che un ramo di ulivo annunciò a Noè la fine del diluvio e la nuova alleanza tra la Terra e il Cielo, e come da sempre fanno i cristiani, ricordando l’ingresso di Gesù in Gerusalemme.

Un gesto antico, esporre un ramoscello di ulivo benedetto, che forse per questo è compiuto con spirito lieto pure da chi non crede, in questa ricorrenza che segna anche l’ingresso della primavera e il rinnovarsi della rinascita della natura e dell’alleanza tra tutte le creature. O quasi tutte. Perché del Creato fanno parte anche i virus, i batteri, i funghi patogeni e tutti gli altri agenti suscettibili, quando l’equilibrio immunitario è compromesso, di portare morte e malattie.

Le epidemie sono antiche quanto l’umanità, hanno sempre attinto tutte le specie animali e neppure il mondo vegetale ne è immune, basti pensare alla Xylella, che sta falcidiando le colture olivicole. Per ognuna di esse, a posteriori, si è cercata e trovata una spiegazione: la Spagnola ha avuto buon gioco in un’Europa prostrata dalla prima guerra mondiale e dalla fame che ne seguì, così come la peste, nelle varie ondate, mieté la maggior parte delle vittime tra la parte più povera della popolazione, che non conosceva i principi basilari dell’igiene.

Nei tempi andati, le pestilenze venivano associate all’ira di Dio per i peccati degli uomini; oggi siamo più scettici e pragmatici, il che non impedisce di pensare che alla radice dell’ultima ondata pandemica vi siano degli squilibri prodotti dall’uomo. Senza voler accedere alle ipotesi complottistiche, che immaginano un virus fabbricato in laboratorio e fatto andare per il mondo, in modo voluto o accidentale, le modalità con cui la morte si sta accanendo su determinate aree del globo lasciano da pensare.

L’uomo è sicuramente la creatura più irrispettosa ed indisciplinata del pianeta, ne ha modificato profondamente l’ecosistema e ne ha totalmente stravolto la fisionomia. Che, in tutto questo, possano sfuggire di mano gli effetti di un agente patogeno, naturale o artificiale che esso sia, non può destare meraviglia.

Il buon Dio – per chi crede – e la Natura – per i laici – potrebbero essersi stancati delle nostre malefatte e del senso di onnipotenza degli uomini e, attraverso la sofferenza che ne sta derivando, forse ci invitano a riflettere sul fatto che è tempo di assumerci le nostre responsabilità.

Intanto, come primo castigo, siamo obbligati a stare in casa, per evitare un contagio che, probabilmente, ci attraverserebbe senza alcun danno, se non fossimo debilitati da farmaci, inquinamento atmosferico ed elettromagnetico, vaccini, alimentazione sbagliata, metalli pesanti e tutto il resto: molta della nostra quotidianità è intrisa di comportamenti e pratiche che ci allontanano dallo stato di natura.

Cogliamo allora l’occasione di questa carcerazione domiciliare “sine die” – che al massimo servirà a contenere l’avanzata del virus, non potendola certo arrestare – per ripensare modi e stili di vita, per rimettere finalmente in discussione la prepotenza e l’arroganza con cui abbiamo creduto di poter violentare, senza conseguenze, il nostro fisico e il mondo che ci circonda.

Chi ha responsabilità politiche è chiamato a ripensamenti ancora più ardui: non potendo ragionevolmente pensare di tener bloccate intere nazioni a tempo indeterminato, dovrà gestire il delicato equilibrio tra gli invasati che – sicuramente avendo la pancia piena – invocano l’esercito per murare vive le persone, e quanti, già dopo queste lunghe settimane, vedono allungarsi sempre più sinistra e cupa l’ombra della morte per fame.

A chi governa auguro l’apertura mentale necessaria per gestire questo momento e, appena sarà possibile, l’onestà intellettuale per spiegarci cosa è accaduto davvero a Bergamo a Brescia, a Madrid, a Wuhan e in tutti i luoghi del pianeta in cui la novella pestilenza si è scatenata con un furore parossistico che, ne sono sicura, ha una precisa spiegazione.

Non occorre essere un medico, un virologo, un immunologo o un addetto ai lavori per sapere che, in condizioni di buona salute generale, il fisico umano è perfettamente in grado di isolare e combattere qualsiasi virus, ma la salute dipende anche dall’equilibrio psichico, continuamente messo alla prova da un’informazione terroristica e volta alla spettacolarizzazione: la sfilata di bare sui mezzi militari, non so quanto palesemente volta a suggestionare l’opinione pubblica, è una delle cose più brutte che si siano viste negli ultimi anni.

Almeno oggi, perciò, sarebbe opportuno raccogliersi in silenzio, senza prestare occhi e orecchie ad immagini e parole ulteriormente ammorbanti e recitare, se credenti, la preghiera proposta dalla Conferenza Episcopale Italiana:

Dio onnipotente ed eterno,
attraverso un ramo di ulivo
hai annunciato a Noè e ai suoi figli
la tua misericordia e l’alleanza con ogni creatura,
e attraverso rami di alberi
hai voluto che tuo Figlio Gesù
fosse acclamato Messia,
Re di pace, umile e mite,
venuto per compiere l’alleanza definitiva:
guarda questa tua famiglia
che desidera accogliere con fede
il nostro Salvatore
e concedici di seguirlo fino alla croce
per essere partecipi della sua risurrezione.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen

A chi, laicamente, non è legato ai riti del cattolicesimo e della Settimana Santa, tanti auguri comunque: per il risveglio di una coscienza individuale che possa confluire in una nuova e più rispettosa coscienza collettiva, in quell’incontro e sintonia di anime che ci riporti al Tutto da cui ci siamo progressivamente allontanati.

Non è sicuramente questo il mondo che il Creatore aveva immaginato e che millenni di evoluzione avevano plasmato.

You may also like

Leave a Comment

Non è consentito copiare i contenuti di questa pagina.