Dal Casino del Fusaro al Promontorio del Gargano, sulle tracce di Vanvitelli

by Carmine de Leo

Tra le verdi colline che guardano i meravigliosi tramonti del lago di Varano e del mare Adriatico, nei pressi del comune di Ischitella, di cui era feudatario il principe Francesco Emanuele Pinto y Mendoza, fu fatto costruire da questo signore un casino di caccia.

Il progetto è attribuito all’architetto Carlo Vanvitelli, che col padre Luigi realizzò la sontuosa reggia di Caserta e nel 1782 terminò l’elegante Casino Reale di Caccia progettato dal famoso Filippo Juavara, sul lago del Fusaro.

Proprio al più conosciuto e bellissimo casino di caccia del Fusaro, più noto come Casino Vanvitelliano,  s’ispira l’architettura del casino eretto nei pressi d’Ischitella  dai principi Pinto, ma meglio conosciuto come Ventrella, famiglia gentilizia garganica cui passò la proprietà di questo immobile nel 1822.

La famiglia aristocratica dei Pinto, peraltro, non era nuova alla realizzazione di eleganti giardini, come quello annesso al palazzo che passò in seguito alla famiglia Pagano, luogo del cuore del FAI, che si erge ancora nel comune di Quadrelle, in provincia di Avellino.

I Pinto erano un casato di origini portoghesi, secondo alcuni autori ex Giudei convertitisi al Cristianesimo e trasferitisi in seguito nel Regno di Napoli, dove, arricchitisi con il commercio, ottennero titoli nobiliari con l’acquisizione di alcuni feudi; servirono il re Murat, seguendolo col Bonaparte nella sfortunata campagna di Russia del 1812, tornati i Borbone sul trono di Napoli, ebbero da questi reali incarichi nel campo militare e diplomatico; in volontario esilio dopo l’Unità d’Italia, tornarono nell’antico Regno di Napoli verso la fine dell’Ottocento per curare le loro cospicue proprietà immobiliari.

Il casino di caccia e delizia fatto costruire dai Pinto ed oggi della famiglia Ventrella, è un edificio che reinterpreta nella sua architettura lo schema ottagonale a più volumi giustapposti del magnifico casino reale eretto sulle rive del lago Fusaro, nell’omonima frazione del comune di Bacoli, raffinata costruzione progettata, come abbiamo già accennato, dal famoso architetto e scenografo Filippo Juvara e terminata dall’architetto Carlo Vanvitelli,  figlio di Luigi, pittore ed architetto e nipote di Gaspar van Vittel, vedutista olandese che aveva italianizzato il suo cognome.

Casino reale del Fusaro

La elegante costruzione, che sorge in comune di Ischitella, all’incirca a metà della vecchia strada che da questo centro abitato raggiunge il paese di Carpino,  e anche arricchita all’interno da diversi affreschi, tra cui primeggia, per la suggestione che ispira, quello eseguito dall’artista pugliese Nicola Mascialino, inserito al di sotto di una vela della volta che sovrasta l’elegantissima e sinuosa scala ellittica che raggiunge il luminoso piano superiore del casino.

Insieme alle bellissime linee architettoniche esterne di questa palazzina di caccia ad incantare il visitatore contribuiscono anche gli interni con gli appartamenti padronali, molto ben conservati ed abbelliti con preziosi mobili d’epoca, che ne arricchiscono l’interesse artistico.

Ma non sono solo gli affreschi ed il mobilio di questo antico casino di caccia, costruito probabilmente negli anni a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, a stupire ed incantare il visitatore, ma certamente anche tutto il complesso annesso all’antico edificio dei principi Pinto.

Infatti, la elegante costruzione è immersa in un ben curato giardino ricco di statue e fontane, che rappresenta anch’esso un prezioso gioiello settecentesco dello stile architettonico di Carlo Vanvitelli sul Gargano.

Nascosto alle più frequentate vie di comunicazione, il casino Ventrella è sopravvissuto, anche per l’amorevole cura dei suoi illustri signori, o cui ultimi discendenti ne detengono ancora la proprietà, a distruzioni e negative ristrutturazioni; un’unica esclusione è rappresentata dalla volta del piano superiore, crollata e ricostruita con un livello aggiuntivo, che non offende comunque le primarie ed originali impostazioni di questa splendida costruzione e ne rispetta nel complesso l’anima settecentesca.

Ancora meraviglie e testimonianze stoiche del’antico splendore di questo casino di caccia, in uno dei piani terranei della costruzione, si custodisce pure un’antica ed elegante carrozza, dalle linee molto raffinate e con impresso sulle fiancate anche un decoroso stemma di famiglia.

Tutt’intorno è l’estasi di profumati giardini, che ricchi di fiori colorati si ornano di antichi manufatti litici: statue femminili, mostruosi mascheroni, pigne ed altre meraviglie litiche, oltre a fresche fontanelle .

Le aiuole ben curate si snodano a cornice di incantevoli viali che si affacciano, quasi in un antico labirinto, su magnifici scorci di panorami, ritagliati dagli ombrosi rami di alti alberi centenari e dalle fronde di un vecchissimo e gigantesco albero di fico, posto quasi a guardia del prospetto principale del casino di caccia, panorami che si perdono nel tardo pomeriggio sull’orizzonte multicolore degli stupendi tramonti garganici.

Non è poi tanto difficile, passeggiando nei viali di questo magnifico giardino, che la fantasia del visitatore voli leggera indietro del tempo tra le note di minuetti e serenate per immaginare di incontrare qualche bella damigella in sontuosi abiti settecenteschi.

Tanto grande è la suggestione del luogo, interrotta solo dai suoni e dai profumi della natura, con il vento che in primavera spande il magnifico profumo dei molti fiori d’arancio, le zagare, che qua e là ornano il giardino di agrumi insieme ad altri alberi secolari.

Una scenografia che, nell’insieme, ci riporta indietro nel tempo, mentre nella sua passeggiata al visitatore può anche facilmente immaginare do incontrare dietro aromatiche aiuole qualche antico ospite dei principi Pinto e dei nobili Ventrella, uno di quei tanti loro ospiti che si recarono in visita a questo delizioso luogo, tra cui si annoverano anche reali e personaggi famosi, come il re Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Giuseppe Bonaparte, Vittorio Emanuele III di Savoia e tanti più recenti protagonisti dell’arte e dello spettacolo, quali ad esempio: Pippo Baudo e Katia Ricciarelli, il fumettista Andrea Pazienza e, addirittura, l’intero Corpo di Ballo del teatro moscovita del Bolshoi ed altri illustri ospiti affascinati dall’ospitalità degli ultimi anfitrioni di questo magnifico luogo.

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