Nannerl Mozart, colei che possedeva «il vero talento», ma visse all’ombra del fratello

by Alessio Walter De Palma

Il Genio Assoluto di Wolfgang Amadeus Mozart è unanimemente riconosciuto e non ha bisogno di presentazioni, un enfant prodige, un Wunderkind epiteto a lui destinato nella sua lingua tedesca, un ragazzo prodigio. Compone musica già in tenera età dai sei anni e si esibisce in grandi sale da concerto in giro per il mondo, da tutti amato ed apprezzato finanche da Johann Wolfgang Goethe che lo applaudirà a Francoforte in un suo recital a soli sette anni.

Punto di appoggio fisso per il giovanissimo Wolfgang Amadeus suo padre Leopold violinista e primo grande fan, ma in pochi sanno che altro punto saldo nella vita artistica del giovane è sua sorella Maria Anna Walburga Ignatia detta Nannerl, eccellente clavicembalista e pianista. I due fratelli spesso si esibiscono insieme amandosi e rispettandosi da fratelli e da artisti.

Wolfgang Amadeus teneva in alta considerazione il talento della sorella, componendo appositamente per lei il Concerto per due pianoforti e orchestra KV 365 e il celebre Nannerl Septett KV251, il Divertimento in Re maggiore per oboe, corni ed archi. Nannerl, presumibilmente, era altresì una compositrice di tutto rispetto così come lo stesso Mozart afferma. I dissapori tra fratelli si acuiscono a causa della donna scelta come sposa da Wolfgang Amadeus Costance Weber ritenuta inadatta a lui dalla sorella, e anche per problemi di eredità. Ma alla prematura morte di Wolfgang sarà Nannerl a spendersi per far sì che tutta la sua musica venga pubblicata e di questo noi tutti le saremo per sempre infinitamente grati.

Su Nannerl Mozart è presente una monografia in lingua tedesca a firma di Eva Rieger: Nannerl Mozart, Leben einer Kuenstlerin im 18. Jahrhundert, Frankfurt am Main, 1990, in tempi moderni la giovane, ma già affermata direttrice d’orchestra di fama internazionale, Beatrice Venezi nella sua ultima fatica editoriale: Le sorelle di Mozart, pubblicato da UTET nel 2020, racconta una storia della musica “in rosa”, di musiciste spesso cadute nell’oblio o ricordate come appannaggio dei mariti, dei fratelli, dei padri, degli amanti. Nannarel Mozart e non solo, già precedentemente Anna Magdalena moglie del “Padre della Musica Moderna” Johann Sebastian Bach, alla quale andrebbe riconosciuta la paternità di molte composizioni attribuite al marito.

Venezi passa in rassegna la “scomoda figura” di Barbara Strozzi, compositrice del Seicento, donna, artista, madre di quattro figli e compagna di un uomo sposato, “un essere immondo per la società puritana seicentesca”, in cui la donna doveva dedicarsi solamente al marito, ai figli, alla casa e alla famiglia, era altamente sconveniente e sconvolgente dedicarsi all’arte, la Strozzi è sicuramente esempio di “Donna Libera” in una società fortemente maschilista in cui l’antico concetto di pater familias impera, la Strozzi è un “Genio”, romanticamente inteso come “colui che rompe con le regole prestabilite”.

Clara Schumann, il cui cognome era un fardello pesante da portare in groppa; fino a Bjork, emblema dell’autodeterminazione femminile nella storia della musica moderna e nella società moderna, per alcuni aspetti ancora ancorata al triste passato con riecheggi maschilistici.

Ma è proprio la storia di Nannerl Mozart che sta più a cuore a Venezia, una storia fatta di intrighi, sotterfugi, censure, della sua musica “stranamente”non ci è rimasto nulla, la speranza è che prima o poi tutti potremo godere della bellezza estetica delle sue composizioni di “colei che possiede il vero talento”, a detta del fratello e se lo affermava lui non possiamo fare altro che fidarci ciecamente.

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