L’armata privata del maggiore Popski’s

by Carmine de Leo

Una storia sconosciuta dell’ultima guerra mondiale è quella dell’esercito privato di Popski, un piccolo gruppo segreto di militari dell’armata inglese che formavano una unità di avanguardia per spionaggio oltre le linee nemiche, perlustrando il terreno prima dell’arrivo del grosso delle truppe.

A Foggia, il gruppo  Popski’s, dissuase con la sua presenza la distruzione, da parte delle truppe tedesche, della fabbrica segreta di armi chimiche che esisteva nei pressi della cartiera.

La piccola armata di Popski’s era così chiamata dal nome del suo comandante, il maggiore Vladimir Peniakof, soprannominato Popski.

Singolare personaggio, nato in Belgio da una famiglia di origine russa ed ingegnere presso alcune saline in Egitto, dove si era arruolato nelle truppe britanniche.

Questo gruppo, che faceva capo al Secret Intelligence Service inglese, oggi meglio conosciuto con la sigla MI16 (Military Intelligence, Sezione 6), attrezzato con alcune gip corazzate, fornite anche di mitragliatrici pesanti, si lanciava con i suoi uomini, accuratamente selezionati e provenienti da vari reparti, oltre le linee nemiche per azioni di spionaggio e carpire informazioni sulla consistenza delle truppe avversarie, compiendo anche piccole operazioni di disturbo, come sabotaggi delle linee di comunicazione e di rifornimento.

Nel gruppo segreto la disciplina militare era ridotta al minimo e tutti chiamavano il loro comandante Popski, che gestiva la sua piccola armata quasi in privato, con molta libertà, ma molto coraggio.

Nel settembre del 1943, gli alleati avanzavano su Foggia dal sud per assicurarsi i suoi campi d’aviazione, guidati dal generale di brigata John Currie, con due colone: la Bakerforce sulla destra e la  Cameronforce sulla sinistra.

Nonostante a sud di Foggia il fiume Cervaro ed il bosco dell’Incoronata pullulavano di Tedeschi, la Cameronforce riuscì con una manovre di aggiramento, nel pomeriggio del 27 settembre, ad entrare in città.

Lo stesso giorno, all’alba, un piccolo gruppo di gip della compagnia segreta di Popski’s aveva già raggiunto Foggia per portare scompiglio tra le truppe tedesche del generale Heidrich, forti di oltre 3000 uomini, accampati anche sulla strada per Lucera.

Oggetto di pesanti bombardamenti da parte degli aerei della RAF verso le 8 del mattino, nella nostra città distrutta e deserta, abbandonata dai suoi abitanti, gli uomini di Popski sorpresero i tedeschi intenti a minare alcuni obiettivi strategici, come il cavalcavia di via Manfredonia ed altri.

Gli inglesi ebbero un contatto con il nemico in Piazza XX Settembre, ove ci fu uno scontro a fuoco, che continuò nei pressi della Stazione Ferroviaria ed in via del Mare.

Non si riuscì ad evitare che la distruzione del cavalcavia di via Manfredonia; i genieri tedeschi, però, rinunciarono a far saltare la fabbrica di armi chimiche nei pressi della cartiera ed ormai nel primo pomeriggio, verso le 16,00, la piccola armata di Popski fu raggiunta dal cielo dai paracadutisti inglesi lanciati sulla stazione ferroviaria.

A questi, seguirono subito dopo, verso le 17,00, le truppe della 78a divisione di fanteria, che entrarono a Foggia da via Bari, era la colonna Cameronforce.

Il giorno dopo,  28 settembre, dopo una notte passata all’erta per la presenza di soldati tedeschi sbandati ancora in ritirata nella periferia di Foggia, la piccola armata di Popski occupò l’aeroporto Gino Lisa.

La piccola armata di Popski’s, che aveva come simbolo un astrolabio, rese alla città un grande servizio, non permise ai tedeschi di far saltare in aria la fabbrica segreta di armi chimiche, cosa che avrebbe provocato una tremenda esplosione e nubi tossiche di conseguenze mortali.

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